Duomo di Orvieto - interno

L’interno del Duomo

La pianta del duomo di Orvieto è a croce latina con tre navate. L’interno è spazioso, come l’esterno è decorato con fasce alternate di alabastro e travertino fino a un’altezza di 1,5 metri. Più in alto, i muri furono dipinti a strisce alternate bianche e nere alla fine del XIX secolo.

Anche le colonne cilindriche presentano fasce alternate di travertino e basalto. I pannelli di alabastro sul fondo delle finestre della navata mantengono l’interno fresco durante l’estate, mentre le vetrate neogotiche nelle parti superiori delle finestre sono datate 1886-1891.

Abside

La grande vetrata quadrifora dell’abside fu realizzata tra il 1328 e il 1334 da Giovanni di Bonino, maestro vetraio di Assisi, probabilmente su disegno di Maitani.
Il coro ligneo gotico fu cominciato nel 1329 da Giovanni Ammannati con una squadra d’intagliatori senesi.
Dietro l’altare c’è una serie di affreschi gotici danneggiati, raffiguranti la vita della Vergine Maria, che occupano completamente i tre muri. Furono realizzati intorno al 1370 dall’artista locale Ugolino di Prete Ilario. Questa serie di affreschi era la più vasta della sua epoca in Italia.

Cappella del Corporale

Fu costruita tra il 1350 e il 1356 per custodire il corporale del miracolo di Bolsena. Da questa cappella la reliquia viene portata in processione per la città durante le maggiori festività.
La cappella è decorata da affreschi di artisti orvietani risalenti al 1357-63. Essi raffigurano la storia del miracolo di Bolsena e altri miracoli eucaristici.
Il reliquiario che contiene il corporale è un capolavoro di stile gotico: in forma di trittico, fu costruito dall’orafo senese Ugolino di Vieri tra il 1337 e il 1338. Mostra 24 scene della vita di Cristo e 8 storie inerenti il corporale.

Cappella della Madonna di San Brizio

Famosa per i suoi meravigliosi affreschi, la cappella fu aggiunta alla cattedrale nel XIV secolo. È separata dal resto della cattedrale da due cancelli di ferro.
La volta è decorata con affreschi di Fra Angelico, Benozzo Gozzoli, Perugino e Luca Signorelli.
A Luca Signorelli fu inoltre commissionata la decorazione delle larghe lunette sui muri della cappella: nacquero così gli affreschi del Giudizio Universale (1500-1503), un capolavoro ricco di espressività e drammaticità.